sabato 26 maggio 2018

NUOVI FASCISMI!

Venerdì 25 maggio 2018, nella seduta del Consiglio Comunale ad Origgio, si è discussa la mozione presentata dal Gruppo Consigliare di Origgio Democratica avente come oggetto: “RISPETTO DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E ANTIFASCISTA”

Per la cronaca, la mozione è stata bocciata! 
Ci aspettavamo, com’è consuetudine fare, che da parte della maggioranza si avanzasse una qualche proposta di mediazione, per valutare una possibile convergenza su un documento condiviso. 
Ciò non è stato!
Sempre per la cronaca, è sembrata sospetta la non presenza del Sindaco all'intera serata del Consiglio Comunale; ma tutto questo è un'altra storia!

Qui si vuole riportare il siparietto tragicomico svoltosi dopo che la seduta era stata dichiarata chiusa! 

Un Consigliere ha fatto notare che lui tutta la sera è stato seduto dalla parte degli eletti e che chi è seduto tra il pubblico conta poco o nulla.
Poniamo l’accento sul fatto che, il Consigliere in questione, non è stato nemmeno capace di valorizzare l'unica cosa buona che gli è capitato, stando seduto in quei banchi, l'espulsione dal partito di appartenenza con cui voleva candidarsi a Sindaco.
Insufficienti riteniamo le quattro parole con un senso compiuto, pronunciate in questi anni: "Dichiaro aperto la seduta ... " e alla fine "Dichiaro chiusa la seduta ...". Poca cosa per crogiolarsi nel vanto di occupare una poltrona in Consiglio Comunale.
Questa è, forse allo stato embrionale e mimetizzato, la nuova veste del fascismo che avanza!





 Segue il testo della mozione;


"MOZIONE del GRUPPO CONSILIARE “ORIGGIO DEMOCRATICA” AVENTE per OGGETTO: “RISPETTO DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E ANTIFASCISTA”.

Premesso che: sono sempre più frequenti le manifestazioni promosse da organizzazioni neofasciste, portatrici di valori, idee e simboli che si collocano al di fuori del perimetro costituzionale e dell'ordinamento repubblicano, nonché dei principi fondamentali della convivenza civile e del rispetto della dignità umana;

Premesso che: tali manifestazioni provocano l'indignazione di forze politiche e sociali, movimenti ed associazioni, cittadini e cittadine, che credono nei valori democratici e che considerano l'antifascismo un valore fondamentale per le istituzioni della Repubblica Italiana;

Premesso che: sempre più spesso si verificano episodi di violenze verbali e fisiche che presentano connotati e si richiamano nei contenuti a quelli delle associazioni e dei gruppi neofascisti;

Richiamati i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana e in particolare quelli descritti negli articoli 2 “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo…” e 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”

Richiamata la Costituzione della Repubblica Italiana, alla XII disposizione transitoria e finale, che recita: “È vietato la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista…”

Richiamata la legge numero  645/1952 (Legge Scelba), di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che punisce la riorganizzazione del disciolto partito fascista dettando la disciplina definitoria e sanzionatoria dei reati di apologia e manifestazioni fasciste;

Richiamata la legge 205/1993 di conversione del D.L. 122/1993 (Legge Mancino) che:
- punisce chiunque propaganda idee fondate sulla superiorità e sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; - punisce chiunque istiga, con qualunque modalità, a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
- vieta,  infine, ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici;

Richiamato l'articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948), iI quale dispone che ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate dalla Dichiarazione stessa, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza o di altra condizione;


Considerato che lasciare spazio a manifestazioni, associazioni ed organizzazioni dichiaratamente razziste, xenofobe,  omofobe ed antidemocratiche che, anche con esaltazione di forme di violenza, possono contribuire a creare sul territorio relazioni di complicità, e rischi di emulazione, soprattutto da parte della popolazione più giovane, costituisce una eventualità da scongiurare con fermezza;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1.       a promuovere iniziative culturali, in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado e con le associazioni sensibili, che consentono di comprendere la portata storica e mantenere viva la memoria della Resistenza e delle origini antifasciste della Repubblica Italiana e che valorizzino i principi di libertà, tolleranza e uguaglianza a cui si richiama la nostra Costituzione.
2.       a sensibilizzare la cittadinanza sui nuovi fascismi e ogni forma di discriminazione, con particolare attenzione alle fasce più giovani che, se non dotati degli adeguati strumenti storico-culturali di valutazione, sono maggiormente esposte a rischi.
3.       a non concedere spazi, patrocini, contributi di qualsiasi natura a coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, discriminatori versi ogni orientamento o indentità di genere, subordinando l'assegnazione o la concessione di spazi, suolo pubblico o sale di proprietà del Comune, patrocini, contributi di qualsiasi natura ad una dichiarazione esplicita di rispetto dei valori e principi fondanti la Costituzione Italiana Repubblicana e Antifascista.
4.       a dare mandato agli Uffici componenti di procedere, secondo i mezzi ed i limiti dell'ordinamento, all'immediata adeguamento dei Regolamenti comunali e delle relative modulistiche, includendo la dichiarazione esplicita del riconoscimento e del rispetto dei valori e principi antifascisti su cui si fonda la Costituzione Italiana Repubblicana.

SI CHIEDE

Ai sensi degli articoli 17 e 19 del vigente Regolamento di Consiglio Comunale, si chiede l'iscrizione all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Origgio, 14 marzo 2018

martedì 1 maggio 2018

SENSO UNICO NELLE VIE FORNACE E EUSTORGIO e altro ancora …..


SENSO UNICO NELLE VIE FORNACE E EUSTORGIO.
Sull’Albo Pretorio del comune di Origgio in data 27 aprile 2018 è stato pubblicato il “VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 27 del 16/04/2018 avente OGGETTO: PROVVEDIMENTI PERMANENTI DI VIABILITÀ”. 
Di seguito si riportano osservazioni di metodo e di merito. L’Amministrazione comunale, un paio d’anni fa, convoco con lettera d'invito i cittadini abitanti nelle due vie di Origgio, Fornace ed Eustorgio. In quella riunione fu presentata la soluzione che con questa Delibera la Giunta comunale approva e vuole sperimentare. Se non ricordo male la quasi totalità dei cittadini intervenuti, mostrarono contrarietà alla soluzione. Forse, per correttezza, l’Amministrazione comunale avrebbe fatto bene a riconvocare i cittadini e spiegare le motivazioni di questa scelta. Forse si poteva aspettare che ci fosse stata la valutazione alle osservazioni dei cittadini al Piano Urbano del Traffico (PUT) da parte della conferenza dei Servizi di (VAS) Valutazione Ambientale Strategica, come pubblicato sul sito comunale “AVVISO DI DEPOSITO DEL RAPPORTO AMBIENTALE E DEL RAPPORTO AMBIENTALE (SINTESI NON TECNICA DEL PUT) PRESSO L'UFFICO TECNICO, A LIBERA VISIONE, SINO AL 6 MAGGIO 2018 E CONVOCAZIONE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI DI VAS”.
Il metodo seguito non pare corretto, soprattutto per la mancanza d’informazioni ai cittadini.
Nel merito, la soluzione prospettata non soddisfa pienamente i due problemi che si segnalano ora:
1. Non evita che le due vie siano percorse da veicoli di transito (la sera verso Uboldo) entrano da via Verdi e si immettono sulla via Cavour, il risultato per circa un’ora si registra una circolazione caotica. Creare delle ZTL, riservate ai soli cittadini di Origgio, è una soluzione da valutare in alternativa a sensi unici che creano solo difficoltà per chi abita la via.
2. In via Fornace, se il traffico fosse limitato a quello locale, sarebbe sufficiente evitare il parcheggio sulla carreggiata, contrassegnando gli stalli di sosta.
Forse i problemi sono risolvibili molto più facilmente di quello che appaiono! Probabilmente occorre tornare a fare dell’Urbanistica una scienza per progettare e programmare uno sviluppo sostenibile del paese. Con i condoni e il permesso di rendere abitabili sottotetti e seminterrati si è aumentato la densità abitativa del centro con la conseguenza di aver creato disagi con le auto parcheggiate nelle vie a intralciare la mobilità.

SENSO UNICO NELLA VIA LEONARDO DA VINCI.
Del tutto simili sono le osservazioni e le critiche che si possono muovere alle azioni messe in campo dall’Amministrazione comunale. Sbagliato e poi saggiamente ritirato il provvedimento che avviava, senza nessun progetto complessivo, l’abbattimento dei due filari di alberi ai lati di via Leonardo da Vinci.
In seguito l’Amministrazione comunale, come un Pilato qualsiasi, levandosi d’impiccio, prima ha assegnato una borsa di studio al Politecnico e poi ha emesso un bando per studiare e prospettare una soluzione per una viabilità sostenibile nelle vie Leonardo da Vinci e Ottolini. È giustificabile una spesa, circa quarantamila euro spesi dopo il varo e l’avvio dell’iter per approvare il Piano Urbano del Traffico.
Pare che si proceda alla cieca. Anche in questo caso sarebbe stato utile mettere a conoscenza i cittadini, la Commissione comunale per l’assetto del territorio, spiegando il come e perché si è arrivato a valutare che la soluzione da sperimentare sia la migliore.

SENSO UNICO, IN ENTRATA DALLA SP 233, PER LA VIA A. DE GASPERI.
Sulla via Alcide de Gasperi sarebbe necessario fare un ragionamento molto più complessivo, da sviluppare e realizzare in un futuro prossimo. La riqualificazione della via può essere un’opportunità per:
1. Completare l’anello della pista ciclopedonale intorno al centro abitato di Origgio con la prospettiva di collegarsi con tutti i paesi confinanti, compreso il Comune di Saronno per i servizi che offre: Ferrovia, Ospedale, scuole, ASL, etc.
2. Realizzare una tangenziale su cui deviare il traffico di transito da e per Uboldo. Opera che un’Amministrazione attenda avrebbe chiesto come compensazione quando è stato realizzato il nuovo svincolo autostradale.

CONCLUSIONE
Il documento, PUT, in approvazione è già abbastanza raffazzonato e pieno di errori, con “borse di studio”, “bandi e incarichi” e “sperimentazioni” si rischia che sia anche superato.
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DI SEGUITO SI RIPORTA  IL TESTO DELLA DELIBERA COMUNALE:  N. 27 del 16/04/2018
Considerato che:
tra gli obiettivi primari dell’Amministrazione Comunale, rientra un ampio programma di gestione della viabilità, posto in essere al fine di:
• rendere più sicura la circolazione nel centro abitato;
• rendere più scorrevole la viabilità;
• garantire la sicurezza degli “utenti deboli” della strada;
Ravvisata la necessità di intervenire sulla viabilità di alcune vie, indicate in oggetto, al fine di rendere maggiormente sicura e scorrevole la circolazione attuando, in via sperimentale, alcune indicazioni previste dall’adottando Piano Urbano del Traffico;
Dato atto che la modifica della circolazione viaria interesserà le vie di seguito indicate: via Alcide de Gasperi, via Leonardo da Vinci, via Sant’Eustorgio e Via Fornace;
Vista la difficoltà di circolazione nei due sensi di marcia lungo la via L. da Vinci, con continuo pericolo di invasione della corsia in ambo i sensi, stante la dimensione della carreggiata che non consente di mantenere le due corsie di marcia più lo spazio per la sosta, e in attesa dell’attuazione del PUT che prevede, per la stessa via, l’istituzione del senso unico;
Visto il medesimo pericolo di invasione della corsia in ambo i sensi per la via Fornace e la via Sant’ Eustorgio, per le quali il PUT prevede l’istituzione del senso unico;
Vista la previsione del PUT di istituzione del senso unico, in entrata dalla SP 233, per la via A. de Gasperi;
Visto l'art. 7, c. 1, lett. a, del C.d.S. che prevede nei centri abitati, i Comuni possano con ordinanza del Sindaco adottare provvedimenti indicati nell'art. 6.1,2 e 4 del C.d.S.;
Visto il “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada” emanato con D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495;
Dato atto che il controllo di regolarità amministrativa e contabile di cui agli articoli 49 e 147/bis del D.Lgs. 18/08/2000, n. 267, è esercitato con la sottoscrizione digitale del presente atto e dei pareri e visti che lo compongono;
DELIBERA
1. Di adottare i seguenti provvedimenti di viabilità come di seguito indicato:
• Via Leonardo da Vinci, in attesa dell’adozione del PUT che prevede l’attuazione del senso unico e al fine di garantire comunque la sicurezza della viabilità, istituzione del divieto di sosta per tutta l’asse viario;
• Via Alcide de Gasperi istituzione del senso unico in entrata dalla SP 233 fino al civico 3, con modifica dell’attuale innesto dalla SP stessa;
• Via Fornace e Via Sant’Eustorgio istituzione del senso unico, con ingresso da via Verdi e uscita in via Cavour;
2. Di dare atto che: a modifica della circolazione viaria verrà concretamente attuata previa adozione di apposita ordinanza e messa in opera di idonea segnaletica orizzontale e verticale;
3. Di demandare:
- al Responsabile dell'VIII Settore - Ufficio Tecnico l'adempimento di quanto necessario per la definizione del progetto e la posa in opera della segnaletica;
- al Responsabile della Polizia Associata l'adozione dell'ordinanza di competenza.

LA GIUNTA COMUNALE
Con voto unanime approva la proposta di cui sopra trasformandola in propria deliberazione.
Inoltre, riconosciuti sussistenti gli estremi dell'urgenza, con voti unanimi,
DELIBERA
Di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile.

mercoledì 12 aprile 2017

BILANCIO COMUNALE? NON BASTANO I NUMERI, MA …..

Lo scorso lunedì, 10 aprile 2017,  si è tenuto il Consiglio Comunale!
Il primo punto in discussione è stato la “PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE TRIENNALE EE.FF. 2017/2019 E DEL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE. (DISCUSSIONE APERTA AL PUBBLICO)”.  
La discussione del primo punto è aperta al pubblico. “(DISCUSSIONE APERTA AL PUBBLICO)” ? Quale è il significato che l’Amministrazione comunale vuole dare a queste quattro parole? Quale è il risultato che si vuole ottenere?
La proposta di bilancio di previsione dovrebbe dapprima essere presentata ai consiglieri comunali e in seguito, dopo aver svolte le varie iniziative per informare e coinvolgere i cittadini, collegialmente discussa in Consiglio per la deliberazione definitiva, una buona prassi sarebbe farlo entro il 31 dicembre.
Ho scritto di un precedente Consiglio Comunale di qualche anno fa: «Al Consiglio Comunale, convocato in maniera del tutto dilettantesca, hanno assistito solamente DUE cittadini; forse uno sforzo preliminare, per pubblicizzare l’evento, avrebbe dato un risultato migliore». Questa volta, i presenti nell’aula Consiliare, forse erano ventiDUE (contando anche i Consiglieri).
Poco o nulla è cambiato dalle presentazioni del Bilancio di previsione degli scorsi anni; … forse le slides, sicuramente utili quando si parla di numeri.
La quasi assenza dei cittadini, ad assistere (in questo caso poteva anche intervenire) continua ad essere la costante di tutti i Consigli Comunali!
Tre sono, a mio parere i principali i motivi di questi risultati sono stati assolutamente insoddisfacenti:
ü  La mancanza di volontà delle Amministrazioni comunali, fin’ora succedutesi, ha cercare la partecipazione di un numero sempre maggiore di cittadini alle sedute dei Consigli Comunali.
ü  La scarsa ed insufficiente pubblicità, un post sul sito web e quattro manifesti su muri e bacheche, forse sono inadatti ed insufficienti a stimolare la partecipazione dei cittadini.
ü   Non è abituale per l’Amministrazione attivare percorsi di partecipazione dei cittadini alle decisioni inerenti gli interventi pubblici che si realizza attraverso incontri finalizzati alla conoscenza del Bilancio dell’Ente pubblico e delle Opere Pubbliche da realizzare.

Occorre anche segnalare, sempre in tema di formazione, elaborazione e presentazione del Bilancio di previsione,  la mancanza di una visione più aperta ed attenta al nuovo che avanza e si afferma come  una buona pratica.
Non solo i freddi ed avvolte cripti numeri per spiegare un bilancio, ma anche la Presentazione dettagliata, costi e benefici, delle opere che si intendono realizzare, dando magari ai cittadini la responsabilità  di determinarne le priorità e di fare nuove proposte, può essere la via per un coinvolgimento dei cittadini. Sono molteplici le opzioni alternative ad un semplice bilancio di previsione; alcuni sono:
ü  BILANCIO DI GENERE (Nota 1)  è un’analisi che consente la rilettura dei bilanci degli enti pubblici in una prospettiva di genere.
ü  BILANCIO SOCIALE (Nota 2) è lo strumento più indicato per dare visibilità alle domande ed alla necessità di informazione e trasparenza del proprio pubblico di riferimento.
ü  BILANCIO AMBIENTALE (Nota 3)  è un documento con cui gli organi di governo di un Ente pubblico o rende conto relativamente al proprio impegno per l’ambiente e alle ricadute sullo stesso delle proprie attività.
ü  BILANCIO PARTECIPATIVO (Nota 4) significa realizzare la formazione del bilancio con la partecipazione diretta dei cittadini

Due proposte concrete per avviare un percorso più informato e partecipato al Bilancio di previsione pluriennale.
1.       Istituzione della COMMISSIONE CONSILIARE BILANCIO E TRIBUTI. È fuor di dubbio che il Bilancio di previsione triennale è lo strumento “Principe” dell’Amministrazione comunale e come tale merita una maggiore attenzione. Il Comune di Origgio si è dotato di due Commissioni (Comm. Istituzionale  e Comm. Assetto del territorio) non si capisce perché il tema delle Finanze, del Bilancio comunale non deve vedere nessun passaggio preliminare in Commissione. Istituire quindi una COMMISSIONE CONSILIARE BILANCIO E TRIBUTI sarebbe senz’altro utile.
ü  La Commissione Consiliare permanente avrà poteri referenti, consultivi e di controllo in ordine agli atti generali ed alle materie di competenza del Consiglio.  La Giunta avrà l’obbligo di sottoporre all’esame della Commissione Consiliare, prima della discussione ed approvazione in Consiglio Comunale, le proposte di regolamento di contabilità e le relative modifiche, gli atti di programmazione, il bilancio preventivo e consuntivo, nel rispetto dei termini previsti dal regolamento di contabilità.
ü  La Commissione Consiliare Bilancio e Tributi avrà il compito di avviare un percorso e la gestione di parte del Bilancio comunale con il coinvolgimento dei cittadini. L’obiettivo è realizzare la formazione del bilancio preventivo con il metodo comunemente chiamato Bilancio Partecipativo che richiede la partecipazione diretta dei cittadini alla redazione di specifici capitoli di spesa, nei limiti di quanto, appositamente, stanziato dall’Amministrazione pubblica.
Un bilancio che si forma sulla base di una larga consultazione dei cittadini ha la funzione di:
·         Assicurare consenso agli amministratori;
·         Garantire la risposta a bisogni e risolvere problematiche particolarmente sentite con la priorità necessaria.

2.       Numero supplementare del giornale:”Origgio – Periodo di vita cittadina e dell’Amministrazione Comunale. Il fine sarà soprattutto quello di presentare, in maniera chiare e sintetica, ad un largo numero di cittadino il Bilancio di previsione triennale e invitarli alle riunioni pubbliche. Il risultato sarà sicuramente positivo con un incremento di presenze e di partecipazione dei cittadini.
ü  In occasione della formazione del bilancio preventivo stampare un numero supplementare del giornale “Origgio” dedicato specificatamente alla presentazione sintetica delle ENTRATE, delle USCITE e del PROGRAMMA DI OPERE PUBBLICHE.
ü  Il numero speciale del giornale avrà una diffusione non capillare a tutti i capifamiglia, ma reso disponibile in alcuni luoghi pubblici: Edicole, Bar, Associazioni, etc.
ü  Distribuito ai cittadini presenti alla “PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE TRIENNALE EE.FF. 2017/2019 E DEL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE. (DISCUSSIONE APERTA AL PUBBLICO)”.
ü  I cittadini presenti alle riunioni saranno sicuramente più preparati per porre domande di chiarimento, ma anche per fare proposte con cognizione.

Responsabilità, Trasparenza e Partecipazione dei cittadini: sono i buoni requisiti che un’Amministrazione attenta deve poter vantare. Perché grazie alla partecipazione, i cittadini possono stabilire la qualità dei servizi pubblici locali. Al contrario, non di rado le decisioni delle Amministrazioni rischiano di non essere ben accolte dai cittadini, di provocare conflittualità e rallentamenti nella fase delle scelte o nella realizzazione delle opere.
Molte sono le Amministrazioni Comunali che hanno coinvolto con una informazione puntuale i cittadini e diventano sempre più quei Comuni che vedono nella partecipazione dei cittadini nella formazione del bilancio, uno strumento di trasparenza e democrazia.
Avviare processi di decisione partecipata che siano strutturati secondo metodologie ben definite, permette di instaurare un rapporto più collaborativo tra l’Amministrazione pubblica ed i cittadini.
Costruire e condividere le scelte sulle politiche pubbliche con coloro che, insieme all’Amministrazione, vivono quotidianamente il territorio – le associazioni e i cittadini – sembra poter essere la risposta per superare questa difficoltà.
La stessa Amministrazione, ascoltando direttamente dai cittadini le loro priorità, può acquisire un ampio patrimonio di conoscenze, maggiormente corrispondente alle esigenze reali della popolazione e quindi affrontare al meglio la gestione del territorio in tutta la sua complessità.


NOTE dal web:

1.       BILANCIO DI GENERE. Il bilancio di genere è un’analisi che consente la rilettura dei bilanci degli enti pubblici in una prospettiva di genere. Ciò significa tenere conto delle differenze tra uomini e donne all’interno di un determinato contesto socioculturale, assumendo che i due generi ricoprono ruoli e responsabilità diversi, e che quello femminile sopporta una condizione di svantaggio soprattutto in funzione dei molteplici ruoli (moglie, madre, lavoratrice) e degli obblighi che tradizionalmente gli sono ascritti (i compiti di cura). È quindi necessario perequare le risorse in base al principio di pari opportunità per tutti in tutti gli ambiti della vita. L’assenza di una prospettiva di genere, influisce sulla distribuzione delle risorse sia direttamente (ad es. nell’accesso all’istruzione o alle professioni meglio retribuite), sia indirettamente (ad es. sulla percezione del sé e sulla capacità delle donne di accedere a determinate risorse): è necessario quindi indirizzare la spesa pubblica a sostegno di interventi che permettano alle donne di sviluppare pienamente le proprie capacità in ambito familiare, professionale e sociale, senza essere costrette a sceglierne uno a discapito degli altri. Il bilancio di genere contribuisce alla costruzione di un’agenda politica consapevole di una diversa ripartizione delle risorse tra uomini e donne. Esso diviene uno strumento di rendicontazione e di riprogrammazione della spesa pubblica, in cui i capitoli di bilancio vengono riclassificati allo scopo di ristabilire le condizioni di uguaglianza delle opportunità, compensando le mancanze del sistema: le politiche pubbliche adottate a tutti i livelli politico-istituzionali, infatti, impattano diversamente su uomini e donne, che, come detto, rivestono ruoli diversi e sono portatori di esigenze differenti. Nello specifico, il bilancio di genere è utile per identificare tutte quelle dimensioni in cui sia possibile rilevare l’impegno delle amministrazioni per il miglioramento della qualità della vita della cittadinanza, al fine di valutare l’impatto di genere degli interventi adottati e da adottare. L’analisi di bilancio, e la conseguente riclassificazione in ottica di genere dei centri di costo, obbliga l’ente a porre particolare attenzione alla promozione della prospettiva di genere, a indirizzare la spesa pubblica su politiche di bilancio che riducano le disuguaglianze tra uomo e donna, a elaborare indicatori utili a misurare gli obiettivi per una equa distribuzione delle risorse e la promozione delle pari opportunità.

2.       BILANCIO SOCIALE. Lo strumento più indicato per dare visibilità alle domande ed alla necessità di informazione e trasparenza del proprio pubblico di riferimento, è il Bilancio Sociale. Il Bilancio Sociale è uno strumento straordinario, rappresenta infatti la certificazione di un profilo etico, l'elemento che legittima il ruolo di un soggetto, non solo in termini strutturali ma soprattutto morali, agli occhi della comunità di riferimento, un momento per enfatizzare il proprio legame con il territorio, un'occasione per affermare il concetto di impresa come buon cittadino, cioè un soggetto economico che perseguendo il proprio interesse prevalente contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in cui è inserito. La missione aziendale e la sua condivisione sono elementi importanti per ottenere il consenso della clientela, del proprio personale, dell'opinione pubblico. 
Il Bilancio Sociale sta a quello tradizionale come gli indicatori di qualità della vita stanno al Prodotto Interno Lordo di un Paese,
ha la funzione di descrivere il più analiticamente possibile le ragioni per cui si sostengono o si sono sostenuti determinati costi. Non esiste infatti una utilità globale ma una serie di utilità, ognuna per ogni pubblico di riferimento.
Il Bilancio Sociale diviene pertanto la somma di una serie di bilanci, unificati per il fatto che l’ente è uno ed è l’unico soggetto in grado di compierne una sintesi. 
Il Bilancio Sociale è un importantissimo strumento di comunicazione, un mezzo fondamentale per svolgere un’attività di relazioni pubbliche, per migliorare le nostre relazioni sociali. L’obiettivo che ci si pone è quello di rafforzare la percezione pubblica dell’importanza delle nostre azioni, di dare maggiore visibilità all’attività svolta, in modo da accrescere quindi la propria legittimazione nella comunità locale di riferimento e il consenso a livello sociale. 

3.       BILANCIO AMBIENTALE. Nell’accezione ristretta del termine, il bilancio ambientale è un documento con cui gli organi di governo di una organizzazione (Ente pubblico o azienda) rendono conto relativamente al proprio impegno per l’ambiente e alle ricadute sullo stesso delle proprie attività. Attraverso tale documento l’organizzazione non solo descrive, e rende pubbliche, le proprie politiche per l’ambiente, le azioni messe in campo e gli aspetti finanziari connessi, ma anche analizza e documenta, attraverso dati e statistiche, gli impatti diretti e indiretti sull’ambiente di tutte le sue politiche. Gli obiettivi sono due: comunicare e rendicontare all’esterno per elevare il livello di trasparenza, inserire la variabile ambiente in modo trasversale e strategico all’interno del proprio processo di pianificazione, e in tal senso con esso si vuole introdurre la logica della «sostenibilità dello sviluppo». La contabilità ambientale Il bilancio ambientale è uno strumento di rendicontazione della contabilità ambientale, attaverso la quale si rilevano, organizzano, gestiscono e comunicano informazioni e dati ambientali, esprimendoli in unità fisiche e monetarie. La contabilità ambientale nasce sulla scia delle esperienze dei bilanci sociali e, quindi, dalla necessità crescente, per le organizzazioni sia pubbliche che private, di mettere a punto sistemi di rendicontazione non solo economici-finanziari ma anche di tipo sociale e ambientale in grado di quantificare l’impatto complessivo delle proprie attività sulla società civile e sull’ambiente territorio. Da tempo, infatti, è ampiamente riconosciuta l’insufficienza degli strumenti contabili tradizionali nel gestire situazioni problematiche dal punto di vista ambientale e sociale a causa della loro incapacità di leggere il livello e le variazioni di benessere complessivo di un determinato territorio o sistema locale.

4.       BILANCIO PARTECIPATIVO. Percorso per la partecipazione dei  cittadini e alla formazione del bilancio.  Di regola il bilancio partecipativo si articola nelle seguenti quattro fasi :
a.       La preparazione Si organizzano incontri con i rappresentanti delle associazioni, dei Consigli di quartiere, dei partiti e della società civile in generale per definire le linee guida del percorso, le modalità di svolgimento, la parte del bilancio comunale soggetto al metodo partecipativo. Questa commissione dovrà stabilire: iter cronologico, modo di far conoscere il percorso, tipo di proposte ammesse, svolgimento delle assemblee civiche, modalità di votazione delle proposte, criteri di valutazione delle proposte, obblighi e doveri dell‘amministrazione comunale durante questo processo. In questa fase occorre definire precisamente ruoli e compiti sia del Comune (tecnici, politici) sia dei cittadini (e loro delegati).
b.      La partecipazione in senso stretto Di regola vengono attuati i seguenti passaggi: • convocazione del primo giro di assemblee e consultazioni, illustrazione del bilancio e dei progetti, discussione dei criteri di priorità; • raccolta delle proposte dei cittadini, formazione di gruppi di lavoro per approfondimenti assistiti da tecnici comunali; • valutazione della fattibilità delle proposte dal punto di vista tecnico e finanziario; • nuovo giro di assemblee e consultazioni per discutere e votare i progetti; • l‘elenco delle scelte dei cittadini viene inoltrato alle istituzioni del Comune.
c.        L‘applicazione Il bilancio partecipativo, scaturito dall‘integrazione delle proposte dei cittadini e dalla matrice del bilancio di previsione generale, viene deliberato dal Consiglio comunale e nell‘anno successivo attuato sotto la responsabilità della Giunta comunale. I cittadini ed eventuali loro delegati („Consiglio del bilancio partecipativo“) hanno il diritto all‘informazione sullo stato di avanzamento dei progetti e dei lavori.

d.      Rendicontazione e controllo Questa fase segue a conclusione dell‘anno esercizio oggetto del bilancio partecipativo. In questa fase i cittadini vanno informati sui risultati dei progetti e sulle misure da essi proposte. Il sindaco e la Giunta sono obbligati a render conto in vari modi predefiniti. In uno stadio più avanzato del bilancio partecipativo con una cittadinanza già esperta, i cittadini probabilmente si incontreranno già prima delle fasi 1 e 2 ufficiali per riunioni informali per coordinarsi e discutere le loro idee. I consiglieri comunali potranno naturalmente essere confrontati in ogni momento con tali proposte, anche all‘esterno del bilancio partecipativo.

lunedì 13 febbraio 2017

Appunti e considerazioni, dopo la Riunione sulla viabilità dell’1 e 7 febbraio 2017.

Le due riunioni dell’1 e 7 febbraio, della Commissione assetto del territorio, aperta al contributo dei cittadini, sono state certamente positive. Si sono fatti alcuni piccoli passi in avanti; il progetto complessivo presentato inizialmente era incomprensibile e di difficile rielaborazione!
Le cinque ipotesi di modifica della viabilità, proposte dall'amministrazione, sono servite per mettere un minimo di concretezza alla discussione!
… ma, siamo ancora in una fase introduttiva e non si vede come e quando arrivare alla fase decisionale! Occorre fare delle scelte e indicare le priorità! 
Premesso che, sia per i costi da sostenere, sia per la complessità del problema, occorre dare priorità alle cose semplici e di facile attuazione, rimandando ad una seconda fase progetti più ambiziosi.
Il punto di partenza è attuare alcune misure per rendere la mobilità, nelle vie del centro urbano, più sicura per tutti gli utenti, adottando le misura necessarie a ridurre il pericolo d’incidente.
Rendere la via Dante percorribile in un solo senso di marcia e limitare la velocità a 30 Km/h, sembra diventato un punto fermo e irrinunciabile di molti ragionamenti.
Occorre dare attuazione a questo Progetto, senza stravolgere tutta la circolazione nel paese e con la dovuta cautela; pianificando la tempistica e valutando i costi e i benefici.
Il Progetto può essere suddiviso in due o più fasi.
  • La prima fase, quella sperimentale, deve limitarsi a verificare l’impatto che l’attuazione del senso unico produrrà sulla circolazione nel paese. In questa fase i costi saranno contenuti e limitati al minimo indispensabile: segnaletica orizzontale e verticale, etc. senza realizzare opere strutturali e costosi quali rotatorie, attraversamenti pedonali rialzati, dossi o dislivelli altimetrico.
  • La seconda fase, quella del varo del Progetto definitivo e programmazione di opere di riqualificazione.
La prossima riunione della Commissione comunale, la terza del 16 febbraio 2017, aperta al contributo dei cittadini presenti, è auspicabile che si chiuda con una proposta concreta e di sintesi della discussione fatta dall’Amministrazione comunale che indichi quale ipotesi, delle cinque proposte, portare avanti.     
L'ipotesi 3 pare la più razionale e semplice per iniziare la fase sperimentale; l’ipotesi 2 sembra avere qualche criticità in più. Sicuramente l’ipotesi 1 è la più onerosa con benefici sulla circolazione quasi nulli; opere di questo tipo sarebbero meglio valutarle ed eventualmente attuarle dopo aver sperimentato le modifiche alla viabilità. Le ipotesi 4 e 5 saranno eventualmente valutate dopo aver completato la fase sperimentale (prima fase) dell’ipotesi 3 o la 2.

Il centro abitato di Origgio sicuramente non è dotato di strade con ampie carreggiate, ridurre il limite di velocità a 30 Km/h è quasi fisiologico. Solamente la cintura di strade intorno all’abitato, su dove quasi tutto il traffico di trasferimento dovrebbe passare, il limite di 50 Km/h potrebbe rimanere adottando quelle precauzioni e raccomandazioni per garantire la mobilita di tutti in sicurezza.
Dare attuazione a questo Progetto ci permette anche di accogliere le indicazioni e dare seguito:         

  • Alle raccomandazioni dall’Unione Europea che rivolge alle autorità competenti per introdurre una velocità massima di 30 km/h per le zone residenziali e per tutte le strade urbane a una sola corsia, che non dispongono di pista ciclabile separata, al fine di proteggere meglio tutti gli utenti della strada.
  • Al protocollo firmato da ANCI e Regioni che per contenere l’inquinamento consiglia di ridurre la velocità di 20 Km/h
  • Anche la Regione Lombardia si è dotata di un suo “Protocollo Aria” (a cui il Comune di Origgio non ha aderito) http://www.l15.regione.lombardia.it/#/protocollo-aria che, in tema di mobilità e per contribuire a migliorare la qualità dell’aria, invita alla responsabilità individuale per l’adozione di comportamenti virtuosi e scelte consapevoli, suggerisce misure concrete che le Istituzioni dovrebbero perseguire. Le raccomandazioni  più significative in tema di mobilità si riassumono:
Ø       scelta di una mobilità pubblica e collettiva alternativa alla mobilità privata per quanto possibile;
Ø       guida ecologica (basse velocità e regime costante per quanto possibile) e manutenzione del mezzo comportano risparmio carburante ed emissioni ridotte;
Ø       per nuovi veicoli, privilegiare la classe emissiva Euro 6 e alimentazioni alternative al diesel; per i ciclomotori e motocicli, privilegiare quelli a 4 tempi rispetto ai due tempi.
·    Inoltre per partecipare al bando del Ministero dell’Ambiente “Programma sperimentale nazionale di mobilità casa-scuola e casa lavoro” (il Comune di Origgio con delibera n° 120 del 23 dicembre 2016 ha aderito al Progetto intercomunale), l’introduzione di una velocità massima di 30 km/h per le zone residenziali è indicato tra i possibili progetti.
·         Anche il PGT del comune di Origgio – Valutazione Ambientale Strategica del Documento di Piano – Rapporto ambientale. Al capitolo 3.2.6. Infrastrutture di trasporto; per migliorare la viabilità prevede: “il ricorso a zone di moderazione/limitazione del traffico ….”

I sensi unici contrapposti, in via L. Da Vinci e via Ottolini, sono di facile e immediata realizzazione ed economicamente non onerose; altro discorso è la loro totale riqualificazione. Anche i dossi o variazioni altimetriche sono discutibili, penalizzano quasitutti, (trasporto pubblico, mezzi di soccorso, etc.) tranne chi non rispetta comunque il codice della strada e anche alla presenza di questi "dossi" sfrecciano a tutta velocità. 
Nelle vie secondarie il problema principale è la sosta dell’auto senza controlli e in maniera casuale, occorre fare ordine e segnare quanti più stalli di sosta siano possibili e vigilare e sanzionare le soste vietate. 

Errore da evitare assolutamente è quello di istituire dei sensi unici che agevolino il convogliamento del traffico di transito anche in quelle strade secondarie.

martedì 27 settembre 2016

DIAMO UN SENSO ALLA VIA DANTE_160927

Ci sono volute due riunioni della Commissione assetto del territorio, per capire che la discussione e le valutazioni sul Piano Urbano del Traffico andavano organizzate in altro modo. Questo non significa che si sia perso tempo o non sia stata utile, anzi! Io penso che sia possibile finalmente avviare un percorso, certamente non breve, ma che porterà a rivedere la viabilità di Origgio, rendendola più sicura e sostenibile.
Finalmente nella riunione di ieri sera, lunedì 26 settembre, l'amministrazione comunale per voce del Sindaco ha proposto e rinviato il tutto per riprendere i lavori una volta pronti dei progetti particolareggiati e specifici.
Sbagliato è stato presentare due progetti complessivi che sconvolgevano la viabilità del paese e che senza dubbio avrebbe creato molti disagi e ricevuto critiche da quasi tutti gli origgesi.
Senza dubbio migliore è la strada scelta ieri ed affrontare il tema con un Piano d'interventi e priorità suddiviso in più parti, per la progettazione della nuova viabilità.

Un modo per procedere potrebbe essere:
  1. Al primo punto metterei l'introduzione del limite dei 30 km/h su tutte le strade interne all'abitato, compreso via per Cantalupo e la via cascina Muschiona! 
  2. Studio e realizzazione di un nuovo percorso dei mezzi pubblici, (via circonvallazione, via Visconti).
  3. Senso unico in via Dante da largo Croce a via G.B.Lombardi, (questa è la soluzione ipotizzata dall'Amministrazione, vicesindaco nella riunione del 19). Valutare se non sia meglio la via Piantanida per l'incontro dei sensi unici opposti; il parcheggio e i vari servizi serviti (Scuola elementare, scuola materna, oratorio, cineteatro, chiesa parrocchiale, etc.) occorre che tutti siano tenuti in debito conto. Una terza ipotesi da valutare è fare l'intera via Dante ad un solo senso da via Volta a largo Croce. Ognuna delle tre ipotesi deve tenere conto del nuovo percorso dei pullman del trasporto pubblico. Il trasporto pubblico è da valorizzare e promuovere, ogni soluzione che lo penalizza è da scartare. 
  4. Sviluppo Progetto per la riqualificazione delle vie Ottolini e via L. Da Vinci. Meriterebbero una discussione specifica per l'alberatura presente e migliorare la viabilità.
  5. Sviluppo progetti per pista ciclabile interna al territorio di Origgio e per collegare ai Comuni confinanti: Saronno, Caronno Pertusella, Lainate, Cantalupo. 
Cinque punti da affrontare separatamente considerando l'insieme degli interventi, sopratutto la via Dante a senso unico, da entrambi i lati verso il centro. Dopo la discussione generale, occorre discutere i vari Progetti singolarmente; a medio termine si ponga l’obiettivo di rendere le vie di Origgio più sicure, ma lungo termine è necessario valutare soluzioni più radicali, considerare un più vasto numero di interventi, tutti con lo scopo di migliorare qualità e vivibilità del centro del paese.